Cubbit supera il 500% di raccolta su Kickstarter rispetto all’obiettivo e raccoglie 270.000$ da parte di Barcamper Ventures, Techstars, Barclays ed angel investor.

La startup bolognese che ha sviluppato una tecnologia di cloud distribuita, sicura ed ecologica è la prima ufficialmente accreditata dall’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.

Bologna, 27 Marzo 2019 – Cubbit, la startup bolognese che ha sviluppato una tecnologia di cloud distribuita, ha ricevuto un investimento di 150.000$ da parte di Barcamper Ventures – fondo di venture istituito da Primomiglio SGR Spa – e dei Business Angel Nicolò Manaresi e Alessandro Fiorentino, completando l’operazione iniziata con l’investimento di 120.000$ sottoscritto da Barclays, banca UK, e Techstars – terzo acceleratore per startup più importante al mondo, di cui Cubbit è stata la prima azienda italiana ad entrare in portafoglio.

Inoltre, fino al 31 marzo Cubbit sarà online con una campagna di Crowdfunding su Kickstarter che ha già raccolto più di 250.000$, raggiungendo il 500% dell’obiettivo prefissato. Tra i finanziatori del crowdfunding anche Legacoop Bologna, che sta studiando con Cubbit possibili sinergie con il mondo cooperativo.  

Cubbit è la startup che permette di riciclare le risorse internet inutilizzate per trasformarle nel cloud più competitivo, sicuro e green oggi disponibile. L’utente di Cubbit ottiene infatti un servizio cloud simile a Dropbox o Google Drive, ma criptato, espandibile fino a 4TB e con impatto ambientale dieci volte inferiore agli standard. Il tutto senza dover pagare alcun abbonamento mensile. La tecnologia di Cubbit sostituisce i data center centralizzati – imponenti infrastrutture su cui si basano i servizi di cloud – con un sistema distribuito, fatto di piccoli dispositivi – detti “Cubbit Cell” – che vengono collegati peer-to-peer mettendo a fattorcomune le proprie risorse.

Si tratta di una rivoluzione copernicana per il settore, che ha già attratto l’interesse di numerose organizzazioni internazionali, fra cui il CERN di Ginevra, interessato alla tecnologia di Cubbit per creare sistemi cloud altamente scalabili ed efficienti.

“Abbiamo lavorato con Cubbit insieme a dpixel, durante il percorso di accelerazione Barcamper Garage a Bologna e siamo rimasti colpiti dalla tenacia e vision dei giovani fondatori – ha dichiarato Gianluca Dettori, Presidente di Primomiglio SGR – Cubbit sta sfidando i colossi del cloud con un approccio moderno estremamente più sicuro ed una tecnologia che ha il potenziale di scalare in modo molto significativo diventando sempre più competitiva in termini di costo, efficienza e potenza al crescere della rete.”

Un ulteriore riconoscimento per Cubbit arriva dall’Università di Bologna che ha deciso di assegnare a Cubbit lo status di prima startup ufficialmente accreditata dell’Alma Mater Studiorum. I quattro fondatori, Marco Moschettini, Stefano Onofri, Alessandro Cillario e Lorenzo Posani sono infatti tutti alumni dell’Università di Bologna, e la scelta di essere la prima startup accreditata ha anche un importante valore simbolico. Onofri e Cillario, infatti, sono gli ideatori dello StartUp Day dell’Alma Mater – oggi il più importante evento italiano per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile.

“Cubbit – spiega Rosa Grimaldi, delegata del Rettore all’Imprenditorialità dell’Università di Bologna – è la prima start-up accredita dell’Alma Mater Studiorum ed è, in quanto tale, da una parte il risultato di una strategia di Ateneo a supporto e a valorizzazione dell’imprenditorialità studentesca, dall’altra una fonte di ispirazione per i nostri studenti con talento, sogni e passioni, per incoraggiarli e sostenerli nel percorso di sviluppo delle loro idee”

“L’investimento di Primomiglio SGR e dei nostri angels rafforza il nostro processo di crescita e ci permetterà in pochi mesi di penetrare anche il mercato B2B – spiegano Stefano Onofri e Alessandro Cillario, rispettivamente CEO e COO dell’azienda – essere la prima startup accreditata da parte dell’Università più antica del mondo, che si è enormemente aperta al tema dell’innovazione negli ultimi anni, è per noi motivo di grande orgoglio. Qui siamo cresciuti e abbiamo dato vita allo StartUp Day dell’Alma Mater. Senza l’ecosistema cittadino e universitario, non saremmo mai riusciti a raggiungere questi risultati. Ed è solo l’inizio”.

Fino al 31 marzo è possibile pre-ordinare la Cubbit Cell su Kickstarter (https://www.kickstarter.com/projects/cubbit/cubbit-reinventing-the-cloud).

La Cubbit Cell è un dispositivo plug-and-cloud. È immediatamente pronta all’uso con 512 GB di spazio di archiviazione nel cloud nella sua versione base. Qualunque cosa accada ad una singola Cubbit Cell – una disconnessione, un blackout – i dati sono sempre perfettamente al sicuro, accessibili ovunque. Non sono memorizzati all’interno del singolo dispositivo ma sono distribuiti nello “sciame” di Cubbit Cells.

Il servizio offerto da Cubbit (e dalle Cell) ha diversi vantaggi rispetto ad altre soluzioni di archiviazione:

  • Fino a 4 account: all’utente sono concessi fino a 4 account. In questo modo, è possibile acquistare la cella con più amici e sfruttare insieme lo spazio di archiviazione cloud.
  • Espandibilità: la Cubbit Cell è espandibile fino a 4 TB di spazio cloud gratuitamente, collegando un qualsiasi dispositivo di archiviazione esterna tramite l’apposita entrata USB. Per ogni GB di storage fisico che l’utente collega alla Cubbit Cell, la metà viene trasformata in spazio cloud e reso disponibile all’utente, l’altra metà viene utilizzato per ridondare le informazioni.
  • Massima Sicurezza i file non sono memorizzati all’interno di una singola unità, ma crittografati, suddivisi in blocchi, moltiplicati (per assicurarne la ridondanza) e distribuiti sulla rete di Cubbit. Nessuno oltre l’utente (nemmeno i sistemi di Cubbit) conosce nè la password né la chiave di crittografia utilizzata.